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In Project Manager we trust

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Ciao e ben ritrovati sul Blog Makkie! 

Oggi ci sentiamo davvero ispirati e abbiamo voglia di farvi conoscere tre persone fondamentali della nostra pazza, pazzissima agenzia, ossia Giulia, Laura e Silvia.

Vi sembreranno tre nomi qualunque… Ma vi sbagliate…E di grosso! Ehm… Scusate, ci siamo fatti prendere un po’ troppo, ma siamo molto legati ai nostri angeli custodi, alle nostre Project Manager. :)

Sì, questo articolo è dedicato a loro e vi spieghiamo subito il perché: in Makkie, il Project Manager è un ruolo chiave che rappresenta la connessione tra agenzia e cliente, permettendoci di seguire i progetti dei nostri clienti in ogni loro fase, dalla A alla Z.
E, soprattutto, permettendoci di farlo in modo efficace.

“Sì vabbé, come fa a non sfuggirvi nulla?”
State pensando questo, non è vero? :)

Beh, un po’ vi capiamo e infatti l’articolo in essere è stato pensato proprio per provare a raccontarvi di cosa si occupano le nostre tre super Project Manager, every day, here in Makkie.

All’interno del prossimo paragrafo proveremo a riassumere l’essenza del ruolo del PM in poche righe, lasciando poi che sia chi ogni giorno svolge questo importantissimo ruolo in agenzia a spiegarci meglio di cosa si tratti.

Parola di Project Manager

Un Project Manager ogni mattina si alza e sa che dovrà correre più forte di…Tante, tantissime variabili! Troppe per riportarle in una sola frase!

Punto di riferimento del cliente per tutta la durata del progetto, la PM rappresenta la cartina di tornasole di tutti anche internamente all’agenzia, per lo staff Makkie. Questo perché organizza quotidianamente il lavoro della produzione  attraverso i famosi “task” (ne abbiamo parlato qui!), fissa brief e riunioni, si relaziona con gli Account.

Non solo: le Project Manager di Makkie hanno il polso completo di ogni aspetto riguardante la gestione dei progetti, come rispetto del timing, del budget, raggiungimento degli obiettivi.

Ma essere Project Manager in Makkie è qualcosa di più di quanto vi abbiamo riportato. E chi altri può dircelo meglio delle Project Manager stesse? Nessuno! Ecco perché abbiamo chiesto ad ognuna di loro di raccontarci cosa significa essere PM in Makkie ed ecco cosa ci hanno risposto.

Laura:

“Essere un Project Manager significa essere un po’ equilibrista: deve essere rigido per non deviare dalla visione del progetto ma non troppo per lasciare la mente aperta a nuove soluzioni. Non deve essere né troppo pessimista ma neppure troppo ottimista, un PM deve riuscire ad essere obiettivo, solo in questo modo è possibile dire sì e (soprattutto) dire no, quando serve.
È sì avere metodo e organizzazione mentale, ma anche empatia, proattività, consapevolezza. È saper ascoltare ed entrare in sintonia con il cliente ma anche e soprattutto con il proprio team, perché “nessuno arriva alla meta se non ci arrivano tutti”.

Giulia:

“Vorrei raccontare quello che per me dovrebbe essere un buon Project Manager, ciò che ogni giorno cerco di essere qui in Makkie.
Essere un buon Project Manager per me è gestire le situazioni difficili. E’ maturare un controllo tale da non lasciarsi affondare dai problemi e trasformarli in opportunità.
Un buon Project Manager infatti trova le soluzioni, ma non lo fa da solo: non può esistere un Project Manager senza un team, perché deve ottenere la collaborazione di tutte le persone che partecipano a un progetto, dal cliente ai colleghi, riuscendo a trasferire a tutti l’obiettivo comune.
E’ come guidare una squadra durante una partita: talvolta devi aiutarla a recuperare eventuali svantaggi. Il tutto senza mai distogliere l’attenzione dal traguardo finale.”

Silvia:

“Le prime parole a cui penso per rispondere a questa domanda sono conoscenza e rigore, ma anche passione e perseveranza.
La figura del Project Manager nell’ambito della comunicazione riveste un ruolo sempre più centrale, in grado di garantire la buona riuscita di un progetto.
Le peculiarità di questa figura professionale possono essere molto trasversali: il Project Manager deve essere capace di gestire situazioni complesse e avere una visione d’insieme dei processi, ma allo stesso tempo deve sviluppare ottime qualità relazionali.
Come il mondo della comunicazione è in continuo mutamento, così il PM deve essere in grado di seguire questi cambiamenti, sia tecnici che relazionali.
E’ qui che il coordinamento delle attività può portare valore aggiunto, in una realtà in cui professionalità e competenze si modificano continuamente.”

Non crediamo di avere altro da aggiungere, se non che noi (insieme a Laura, Giulia e Silvia) siamo sempre qui a vostra disposizione per qualsiasi richiesta! ;)

Category: AGENCYARCHIVIO

Article by: Noi

Noi: Makkie.